martedì, 25 marzo 2008
 
       LA SCOMPARSA IN ARGENTINA DI SEBASTIAN ANTONIO MAGLIO
 
Quando nei giorni scorsi ho appreso dai manifesti e poi letto su Myboxtv la notizia della morte a Mar del Plata del caro Antonio Maglio, ho provato un forte sentimento di dolore e di tristezza. Non si è trattata di una di quelle morti improvvise e drammatiche che gettano lo sconquasso, per l’ingiustizia rapinosa subita da un congiunto o amico nella pienezza della sua vita, Maglio infatti aveva raggiunto i 92 anni. Ma di una morte improvvisa, recepita, comunque, come uno scippo sgarbato ai danni di persona cui si è affettuosamente legati da tempo, magari, come nel nostro caso, da uno sviscerato amore per Galatone. Trasmesso pure a sua moglie donna Leonora Becerra e al figlio Antonio Giuseppe ai quali sentiamo di essere molto vicini.
Antonio Maglio venne a trovarmi, 20-25 anni fa, accompagnato dal nipote acquisito  Salvatore Spirito, nella sua ultima visita a Galatone: attraverso suo fratello Mario, mio idolo sportivo e amico, riceveva speso mie pubblicazioni e le riscontrava con affettuose telefonate in occasione delle festività. Affettuosissimo, cerimoniosissimo, ammiratissimo, oltre il dovuto. Ma al fondo di tutto c’era la sua immensa fede cristiana e il suo sconfinato legame con la patria di origine.
Mi fece spesso lunghe confidenze orali, e soprattutto scritte, sulla sua adolescenza galatonese, il clima del tempo, figure e figuri, aneddoti, la minacciata rappresaglia fascista al padre in odore di socialismo che lo spaventò, i due garibaldini di Galatone( fra cui tale Amfilocchi) che sfoggiavano orgogliosi la camicia rossa nelle grandi occasioni, ed altro ancora.
Fin da ragazzino Maglio frequentò il seminario dei frati spagnoli, poi fu in Spagna per proseguire gli studi di filosofia, tra 1934 e 1936, ne fuggì allo scoppio della guerra civile, fu di nuovo a Galatone e in varie parti d’Italia,in Colombia dal 1946 al 1950, dove diresse un istituto di minorenni, infine andò a lavorare e a mettere famiglia in Argentina.
La sua esperienza tra i frati spagnoli si concretizzò in due libri di argomento religioso in lingua spagnola, volti a esaltare la figura del fondatore dell’ordine: Fisionomia mistica del fondatore dei terziari Cappuccini Venerabile Luigi Amigò(1950) e  Verso l’ovile del Buon Pastore(1952). Devo aggiungere che le sue lettere erano piene dell’immagine di una Madonna locale di cui si professava devotissimo.
Addio Sebastiano. Peccato non aver mai preso in considerazione il tuo invito a Mar del Plata!
                   Vittorio Zacchino
http://galateoesalento.splinder.com
 
 
 
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