LA SETTIMANA DELLA CULTURA
Si svolge da oggi 25 al 31 marzo p.v. Cerca di coniugare il rifiorire primaverile e pasquale della natura e dell’animo umano con una rinascita verso la cultura e il senso del bello, proponendo e offrendo, ovunque, una serie di stimoli e di incentivazioni alla lettura, alle mostre, alle visite dei musei, all’ascolto di concerti,ad altre iniziative di carattere locale. Qui a Galatone non si fa niente: non se ne sente evidentemente il bisogno: gli stessi libri, in primis quelli in cui dovrebbe ritrovarsi una comunità con le sue radici la sua storia e le proprie tradizioni millenarie, sono aborriti, salvo quando sia possibile procurarseli come offerta gratuita di lancio di un qualche quotidiano che fa la promozione per una collana: in tali occasioni molti dei lettori normali rischiano di restare senza quotidiano.
Anche chi amministra è entrato ormai nel luogo comune secondo cui sostenere una qualche opera o iniziativa di tale natura equivalga a disperdere risorse che potrebbero tornare utili per altre più redditizie attività istituzionali e di amici.
A prescindere da queste considerazioni, la nostra Galatone avrebbe gli ingredienti necessari per allestire una ipotetica settimana della cultura?
Non è un mistero che vi sono persone che pubblicano libri( su cui costruire un qualche dibattito, un forum) scrivono poesie, producono altre scritture, dipingono quadri di qualità, costruiscono oggetti di gusto e di valore, e perfino macchine di grande fascino storico e scientifico, collezionano radio d’epoca, ed altro; altre persone ancora sono virtuosi della musica e del canto, ecc.ecc.
Per non parlare della documentazione degli archivi comunali e di quelli delle chiese, delle pinacoteche sacre, dei tre codici liturgici greci risalenti a circa sette secoli fa, di altre snobbate e trascurate tradizioni e memorie archeologiche, monumentali,ecc. Tutto quanto cattura, come leggiamo, il turismo esterno dei centri che confinano con noi , sapientemente abbinato ad offerte più appetitose, ma anche tutto quanto educa i giovani residenti a prendere consapevolezza col proprio passato e le proprie radici culturali.
Ciascuno però vive e agisce come un’isola staccata da tutto il resto. Pago di sé e del proprio piccolo particulare. La comunità non sembra avvertire questo dannoso deficit di crescita e va avanti indifferente, dalla sua base fino a chi sta ai suoi vertici. Un’inversione di tendenza non sembra essere alle viste. Le innovazioni, il fare in maniera diversa ciò che si fa da secoli sempre allo stesso modo, non sembra interessare, anzi potrebbe creare scompensi, e squilibri di imprevedibile portata. In definitiva, cambiare appare sempre più una avventura con rischi, ma senza benefici.
E allora ciascuno si tiene la cultura che ha. E chi si agita, peggio per lui, seguiterà a combattere contro i mulini a vento.
Una buona notizia in controtendenza: viene dall’iniziativa del Circolo Cittadino che per sabato 29 marzo p.v. ha organizzato una commemorazione dei 60 anni della Costituzione Repubblicana affidata al Presidente della Provincia Sen.Giovanni Pellegrino e all’avvocato Vittorio Aymone recentemente qui insignito del Premio Galateo 2007.
Vittorio Zacchino
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