sabato, 12 aprile 2008
 
Tacciono finalmente grancasse e tromboni dopo essersi sfiatati in roboanti declinazioni di promesse per grulli emozionati. Vivaddio! Il Silenzio pensoso è calato sulle idiote serenate. Grilli parlanti e pappagalli addomesticati stanno riprendendo fiato dopo averci inondato di logorrea e di stronzate piazzaiole, incantando anche i serpenti. Ma senza convincerli che un buon governante abbia davvero bisogno, per risanare un Paese al collasso, di tutte quelle acrobazie verbali buone al massimo per piazzare i propri prodotti. Non c’è limite al peggio. C’è stato perfino chi si scopriva critico letterario, rubacchiando dalla cronaca di Quotidiano.
Ma le panzane non sono esclusiva di oggi .Via via che venivano sparacchiate dallo schermo e dai giornali, sono riandato  mentalmente ai fuochi artificiali di altri tempi. E mi sono sovvenuto del componimento satirico scritto dal poeta concittadino Giuseppe Susanna agli inizi del ‘900 contro un candidato loquacissimo che aveva bombardato i poveri elettori con promesse grandiose e irrealizzabili, come la costruzione di un magazzino per il deposito di merci ferroviarie, la pretura soppressa, l’istituzione della prefettura, e perfino l’avvicinamento  del mare a Vasce, alle porte di Galatone.
Il pezzo in dialetto si intitola SERENATA DI SDEGNO ed era destinato all’On.Nicola Vischi candidato alle elezioni nel collegio di Gallipoli, che comprendeva anche Galatone.
 
Se no bboi pproi li scorse di miluni,
 vabbande ca non bali nu turnese:
dece anni àe ci ni jabbi cu agnuni
senza cu ppiensi mai pi stu paese.
 
Cu tti purtamu a ll’urna n’atra fiata
Torni a prumesse ci no mmantinisti:
la piccula prumitti a lla firmata,
prumitti la pritura ci pirdisti;
 
e se la utazzione cchiù dimura,
ni faci di bbirdate marigghiare:
dici can duci a cquai la prifittura
e a rretu a Bbasce ca cucchi lu mare.
 
Ma dimme:a cci li indi sti carote,
mo ci quantu tu pisi canuscimu?
Ni jabbasti superchiu l’atre ote;
ma moi no ffutti cchiui:no tti ulimu.
 
Se la giornata del sabato è veramente  dedicata al silenzio e alla riflessione, e non già all’aggressione degli elettori porta a porta, come penso, il meglio che si possa fare è di confrontare i versi di Susanna con i comizi televisivi di ieri sera.
 
Vittorio Zacchino
 
 
 
 
postato da: vittzacchino alle ore 10:43 | Permalink |
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